CHIESA DELLA TRINITA' - Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - Delegazione della Tuscia e Sabina

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CHIESA DELLA TRINITA'

CHIESA DELLA TRINITA'


Nel 1256 gli Agostiniani dell'eremo di Monterazzano si trasferirono sul colle della Trinità, dove costruirono una chiesa, il cui altare fu consacrato da Alessandro IV nel 1258. Nel 1727, demolita l'antica chiesa, i religiosi iniziarono, su progetto dell'architetto romano Giovan Battista Gazale, la costruzione dell'attuale, completata verso il 1745.

La facciata, in cui si mescolano elementi barocchi e neoclassici, è divisa in due ordini, dorico e ionico. Ai lati del finestrone in forma di balconcino, nel quale è inserita una gloria barocca con il simbolo della Trinità, due nicchie accolgono le statue in peperino di Santa Monica (sx) e di Santa Rita (dx), scolpite dai romani Camillo e Vincenzo Pacetti. Nelle due nicchie ai lati del portale centrale sono poste, invece, le statue di Sant'Agostino (sx) e San Tommaso da Villanova (dx), pure opera dei Pacetti. Sul lato sinistro, il campanile a pianta quadrata sormontato da un cupolino.

L'interno è a croce latina con tre navate. Al centro della crociera si eleva la cupola: le vele sono state affrescate da Giuseppe Toeschi con figure dei Santi Agostino, Ambrogio, Girolamo e Gregorio. Le navate laterali sono suddivise in tre cappelle per ogni lato, oltre alle due del transetto ed alle due delle absidi laterali.

Navata destra: la prima cappella contiene una pala d'altare raffigurante San Giovanni da Sahagun che, usando la cintura dell'abito agostiniano, salva un bambino caduto in un pozzo, opera del polacco Taddheus Kuntz (XVIII secolo). Nella seconda cappella si trova un altare sovrastato da una statua devozionale della Santa agostiniana Rita da Cascia. Nella terza cappella è situata una tela raffigurante San Tommaso da Villanova che distribuisce elemosine ai poveri, opera del viterbese Domenico Corvi (1795). Nel transetto c'è la Cappella-Santuario della Madonna Liberatrice dei Viterbesi. L'immagine è collocata sopra l'altare marmoreo, in un'edicola ornata da una cornice a fregi d'argento e incorniciata da colonne marmoree che sorreggono semicuspidi sulle quali siedono due angeli in marmo. Intorno alle pareti laterali, specchi d'alabastro, conchiglie dorate, numerosi ex voto di diverse epoche. La finestra centrale è chiusa da una vetrata dipinta dal viterbese Felice Ludovisi (1981).

Navata sinistra: la prima cappella contiene una tela raffigurante la Deposizione di Cristo, attibuita al pittore orvietano Cesare Nebbia (XVI secolo). Nella seconda cappella si trova una pala di Ippolito Romano (1537) su fondo in oro, con Gesù che consegna le chiavi a San Pietro e San Paolo; in basso sono raffigurati il Cardinale Egidio da Viterbo, agostiniano, con la sorella Pacifica Antonini, committente. Nella terza cappella, sul ricco altare, ornato dagli stemmi dei Chigi, è posto il quadro del viterbese Vincenzo Strigelli raffigurante il Martirio di Sant'Agata (1740). Le vele sono affrescate con le Virtù cardinali (XVIII secolo). Nel transetto è posta la Cappella di San Nicola da Tolentino. La tela raffigurante San Nicola e le anime purganti è opera del viterbese Giovan Francesco Bonifazi (XVII secolo).

Absidi: nell'abside centrale si trova un grande altare settecenteso in marmo policromo con sopra la grande pala raffigurante la Santissima Trinità, Sant'Agostino e Santa Monica, dipinta nel 1651 dal romano Fabrizio Chiari. Dietro, coro ligneo settecentesco. Nel presbiterio l'altare in uso è costituito da un capitello trecentesco; l'ambone è un timpano in marmo con il Cristo benedicente (XV secolo). Ai lati, in alto due cantorie in legno del '700. A destra un Crocifisso ligneo del XVI secolo. A sinistra una statua devozionale della Madonna della Consolazione, detta anche Madonna della Cintura.

Sagrestia: nel corridoio di accesso è posto il monumento funebre con statua giacente del Cardinale Raimondo Perault (1505). Un cancello quattrocentesco in ferro battuto immette nel vasto ambiente, su cui domina la statua lignea a grandezza naturale dell'Angelo Custode (XVIII secolo). Le pareti sono ricoperte da grandi armadi settecenteschi in noce.

Chiostro: nel 1513, il Cardinale Egidio Antonini da Viterbo, allora Generale dell'Ordine Agostiniano, commissionò allo scultore viterbese Pier Domenico Ricciarelli la realizzazione del chiostro rinascimentale, per il quale vennero utilizzate 36 colonne monolitiche. Gli affreschi che ornano le pareti e le lunette, raffiguranti scene bibliche e la vita di Sant'Agostino, sono opera di Mrzio Ganassini e Giacomo Cordelli (XVII secolo). In uno degli ambulacri è inserita, in un nicchione, una fontana di epoca medievale a vasca rettangolare.

Convento: vi si accede dal grande portale bugnato (1625) ornato dagli stemmi dell'Ordine Agostiniano e del Cardinale Egidio da Viterbo, posto sulla destra della facciata della Chiesa, che immette pure nel chiostro. La costruzione primitiva risale alla prima metà del XIII secolo, ma il vasto complesso venne rimaneggiato ed ampliato nel corso dei secoli. Fra ambienti conventuali ricchi d'arte e di storia: la vasta sala del Cenacolo, antico refettorio dei frati, dominata dalla grande tela dell'Ultima Cena (XVI secolo) ed ornata dei ritratti di celebri Agostiniani viterbesi; la sala capitolare, arricchita da grandi tele di Santi e Beati agostiniani donate dalla Santa Sede; la Biblioteca, ricca di pregevoli volumi, risalenti soprattutto ai secoli XVII, XVIII e XIX. Nel Convento viterbese passarono illustri rappresentanti dell'Ordine Agostiniano, fra cui il Beato Giacomo e il Cardinale Egidio Antonini, e probabilmente vi sostò il giovane frate agostiniano Martin Lutero nel corso del suo viaggio a Roma.

Nella Chiesa della Santissima Trinità vengono celebrate con particolare solennità le feste della Madonna Liberatrice, di Sant'Agostino, di San Nicola da Tolentino e di Santa Rita da Cascia. (R.S.)


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