INSIGNE ORDINE REALE DI SAN GENNARO - Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - Delegazione della Tuscia e Sabina

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INSIGNE ORDINE REALE DI SAN GENNARO

ORDINI DINASTICI E STATUALI

Il fondatore dell'Ordine di San Gennaro, Carlo VII, re delle Due Sicilie dal 1734 al 1759, fu il primo monarca regnante a risiedere in questo regno dal 1502. Di spiccata intelligenza ed animo benevolo, Carlo, a differenza dei suoi predecessori asburgici che avevano utilizzato le risorse delle Due Sicilie solo per sovvenzionare i loro eserciti, intraprese una serie di riforme a notevole beneficio della popolazione del suo nuovo dominio spendendo tutte le sue energie per affermare la sua autorità.

Carlo, da giovane Monarca, era notevolmente influenzato dal padre Filippo V di Spagna. Filippo si era dimostrato un sovrano di grandi capacità, non solo per aver portato la pace nel suo regno, ma anche per aver ristabilito l'influenza spagnola in Italia. Non sorprende che il giovane Carlo VII delle Due Sicilie guardasse suo padre per avere consulenza nella gestione degli affari del suo Regno. Gli studiosi italiani hanno, però, ignorato l'influenza di Filippo su Carlo e la fitta corrispondenza col padre sui nomi dei cavalieri di San Gennaro le cui candidature furono effettuate dietro suggerimento di Filippo. Inoltre, Filippo stesso investì molti di questi cavalieri personalmente, presso la sua corte a Madrid, con il consenso del figlio, il re Carlo.

Carlo sottopose per la prima volta l'idea di fondare un nuovo Ordine di Cavalleria al padre subito dopo l'invasione di Napoli del 1735. Filippo, informato dell'intenzione del figlio di intitolare l'Ordine al Santo Patrono della sua nuova capitale, il Vescovo Martire Gennaro, approvò l'idea, ma gli raccomandò di inviargli la bozza delle Costituzioni e degli Statuti prima che venissero pubblicati.

Carlo aveva pianificato la formazione di una classe di Grandi del Regno, ad imitazione dei Grandi di Spagna, un'idea sostenuta anche da re Filippo, che suggerì persino i nomi dei candidati. Questo progetto fu però abbandonato a causa di disaccordi tra la nobiltà delle Due Sicilie e Carlo tornò all'idea di fondare un nuovo Ordine. A metà del 1738 il matrimonio con Maria Amalia Walburga, figlia di Augusto III di Polonia, fornì l'occasione giusta per dare il via al suo progetto.

La data di fondazione relativamente tardiva di questa Istituzione lo rende l'ultimo grande ordine dinastico ad essere costituito come fratria piuttosto che come Ordine Nazionale al Merito. Con la decisione di annunciare la creazione dell'Ordine in coincidenza con il suo matrimonio, se ne ha la data certa di nascita nel mese di luglio 1738. L'ambasciatore di Carlo presso Filippo, informò l'anziano re che il primo elenco di membri includeva circa 46 nomi, di cui 39 già approvati dal re spagnolo.

Sia gli Statuti che la fondazione dell'Ordine sono datati 3 luglio 1738 e le prime ammissioni furono effettuate tre giorni dopo. Gli Statuti furono pubblicati sia in italiano che in spagnolo e limitavano il numero dei membri a sessanta nobili di fede cattolica romana, anche se, in casi eccezionali, i successivi Gran Maestri accolsero nell'Ordine anche qualche non cattolico ed il totale complessivo dei Cavalieri ha superato le 60 unità in diverse occasioni. Quale Ordine di Collana e più alta onorificenza del Regno, aveva lo stesso rango del Toson d'Oro, conferito dal padre in Spagna, e dello Spirito Santo, concesso da suo cugino in Francia. Era, infatti, pratica frequente per i Principi di ciascun ramo della Casa ricevere tutti e tre gli Ordini.

Carlo riservò a suo padre, Filippo V di Spagna, il diritto di nominare fino a sei Cavalieri, sottolineando in questo modo l'unità della Casa di Borbone. Il 30 maggio 1741 Benedetto XIV, con una Bolla Papale, confermò la fondazione dell'Ordine. L'autorizzazione papale alla sua fondazione servì a proteggere l'Ordine dalla presunta abolizione da parte del governo di Vittorio Emanuele II di Savoia nel 1860.

Il Re dispensò dalla presentazione delle prove di nobiltà formale i primi ammessi all'Ordine e gli Statuti stessi prevedevano tali dispense per il futuro. Il titolo di "Reale" fu accordato all'Ordine nei suoi primi Statuti, ma quello di "Insigne" non gli è mai stato formalmente accordato. Esso comparve per la prima volta nella "Gaceta de Madrid" del 6 ottobre 1749 e, negli atti ufficiali, accompagnò la designazione di Reale con sempre maggiore regolarità.

Lo status speciale di questo Ordine quale istituzione militare quasi religiosa fu sottolineata dalla divisione dei Cavalieri, con un Regio Decreto del 21 settembre 1738, in novizi e professi; anche se successivamente si rinunciò a questa distinzione, c'erano differenze nella ricezione e nelle uniformi delle due categorie. I Cavalieri professi, oltre a provare il loro lignaggio, erano tenuti a fare certe promesse, tra cui una professione di fede cattolica, una promessa di fedeltà al Gran Maestro, l'impegno a mantenere la pace tra i confratelli e una promessa di partecipare alla Messa in taluni giorni. In un supplemento agli Statuti, furono previste anche disposizioni speciali in materia di accoglienza e di investitura di membri ecclesiastici.

Carlo VII, ereditò la corona spagnola, come Carlo III, il 10 agosto 1759. In forza dell'articolo II del Trattato di Napoli del 3 ottobre dello stesso anno, fu obbligato a nominare l'Infante Don Ferdinando, il suo secondogenito, re delle Due Sicilie. Il nuovo sovrano ricevette la Corona delle Due Sicilie come Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia. La Prammatica Sanzione del 6 ottobre 1759, con la quale si sanciva il passaggio del Regno, prevedeva che la successione sarebbe dovuta passare attraverso la primogenitura maschile tra i discendenti di re Ferdinando.

Il primo Almanach del Regno stilato dopo la partenza di Carlo designava Ferdinando quale Gran Maestro dell'Ordine di San Gennaro, ma la regina madre di Spagna (Elisabetta Farnese) immediatamente scrisse al Tanucci sottolineando che questo era un errore. Questa lettera fu seguita da una di re Carlo, datata 30 settembre 1760, in cui scriveva al suo ex ministro che ".... riguardo l'Ordine di San Gennaro, non mi sembra opportuno rinunciare a questo Ordine in favore di mio figlio il re quando sono partito e me lo sono riservato in qualità di fondatore, e tale rinuncia sarà effettuata quando avrà raggiunto la maggiore età".

In una lettera del Marchese Tanucci a re Carlo III, datata 12 agosto 1766, il Primo Ministro delle Due Sicilie suggeriva che, se il re di Spagna avesse voluto mantenere il Gran Magistero quale fondatore dell'Ordine, finché fosse stato in vita, allora avrebbe dovuto concedere il titolo di Gran Maestro Governatore dell'Ordine a suo figlio, il re delle Due Sicilie, in quanto La maggior parte dei Cavalieri erano napoletani e siciliani. In seguito a questa lettera, il 9 dicembre 1766, Carlo rinunciò al Gran Magistero. Ferdinando non creò nuovi Cavalieri fino al 13 maggio 1768, quando fece diverse nomine per celebrare il suo matrimonio con l'Arciduchessa Maria Carolina.

La caduta della Monarchia napoletana davanti all'invasore francese del 1798, portò l'Ordine ad essere conferito più spesso a personaggi o Sovrani stranieri. Il primo di questi ultimi a ottenere l'Ordine fu lo Zar Alessandro I, mentre due nobili russi, l'ammiraglio Fëdor Ouchakov e il Conte Vassili Vassilievitch Levachov, furono esentati dall'essere di fede cattolica. Altri personaggi famosi cui fu concessa l'onorificenza furono il Principe Ludwig di Hesse-Phillipsthal (nominato nel 1802), il Principe Reggente Giorgio (poi Re Giorgio IV) di Gran Bretagna, Re Carlo Felice di Sardegna, il Principe Clement von Metternich-Winneburg il Principe Charles-Maurice de Talleyrand-Perigord, Duca di Dino, ed il Duca di Wellington, tutti nominati nel 1816.

In origine, l'Ordine era governato da quattro ufficiali le cui funzioni erano quelle di gestire i suoi affari, un Cancelliere, il Maestro delle Cerimonie, il Tesoriere ed il Segretario, che indossavano una Placca leggermente diversa da quella degli altri Cavalieri. Le loro funzioni furono, però, limitate dalla riforma del 17 agosto 1827 ad alcuni ruoli cerimoniali e non furono più nominati successori per i titolari di questi uffici. L'amministrazione dell'Ordine fu, quindi, affidata al Segretario che, dal 1860, è sempre stato un Cavaliere dell'Ordine. I primi ufficiali dell'Ordine furono il Rev.mo Mons. Don Mondillo Orsini, Arcivescovo di Capua e nipote di Papa Benedetto XIII (Cancelliere), creato Cavaliere nella prima tornata di ammissioni, Don Giovanni Brancaccio (Tesoriere), mai nominato Cavaliere perché non poteva fornire le prove di piena  nobiltà e Don Gaetano Brancone (Segretario), anch'egli mai creato Cavaliere; a tutti e tre fu assegnato l'ufficio lo stesso giorno della pubblicazione degli Statuti (3 luglio 1738). Il Marchese Bernardo Tanucci, il Segretario di Stato, fu nominato Maestro delle Cerimonie due mesi più tardi, il 13 settembre, e fu creato Cavaliere nel 1764. Anche se, come Segretario di Stato, il Tanucci controllò l'Ordine, e dopo che Re Carlo andò In Spagna, gli affari del Regno fino a quando Re Ferdinando non raggiunse la maggiore età.

L'Ordine raramente raggiunse il limite di sessanta Cavalieri, tuttavia negli ultimi due anni della Monarchia ci furono 64 nuove nomine, di cui 27 tra i diplomatici stranieri. Nel 1861, anno in cui il Re fu costretto all'esilio permanente, furono creati 34 nuovi Cavalieri, la maggior parte dei quali erano nobili napoletani e siciliani che erano rimasti leali a Francesco II. Molti degli altri Cavalieri avevano immediatamente accettato altri incarichi dai Savoia, pertanto, il Re presumeva avessero rotto il giuramento di fedeltà al Gran Maestro e li considerava fuori dall'Ordine. Alcuni Sovrani continuarono a mantenere relazioni diplomatiche con la Corte in esilio; tra loro l'Imperatore d'Austria, i Re di Baviera, Württemberg e Hannover, la Regina di Spagna, lo Zar di Russia, e il Papa. Tutti i loro ambasciatori ricevettero l'Ordine tra il 1862 ed il 1870. Dal 1870 fino alla morte di Francesco II, l'Ordine fu concesso solo raramente a pochi soggetti che gli erano rimasti fedeli, ai figli del Conte di Caserta, al Duca di Parma e a suo fratello, il Conte di Bardi (entrambi nominati nel 1883), al principe regnante di Monaco ed a Ferdinando, Principe e poi Zar dei Bulgari (nominato nel 1891).

La successione del Conte di Caserta segnò un sostanziale aumento d'importanza dell'Ordine Costantiniano, mentre l'Ordine di San Gennaro continuò ad essere concesso solo raramente. Tra la morte di Francesco II (27 dicembre 1894) e la morte del Conte di Caserta (26 maggio 1934), furono effettuate solo 31 nomine, tra cui quelle di 6 Cardinali e dei figli di Francesco II che il padre non aveva nominato. Il Gran Maestro successivo, Ferdinando Pio (morto nel 1960), concesse l'Ordine solo a 2 persone: il Principe Don Gabriele e Don Filippo Lancellotti, Principe di Lauro (morto nel 1970). Il fratello di Ferdinando Pio, il Principe Don Carlo, era stato nominato cavaliere di San Gennaro dal padre, il Conte di Caserta, ma l'unico figlio superstite di Carlo, l'Infante Don Alfonso non fu mai ricevuto nell'Ordine. Tuttavia, alla morte di suo zio Ferdinando Pio, in virtù delle leggi di successione del Regno e della Prammatica Sanzione del 6 ottobre 1759 di Carlo III, l'Infante Don Alfonso divenne Capo della Real Casa delle Due Sicilie e Gran Maestro dell'Ordine di San Gennaro.

Dal 1960, l'Ordine è stato concesso con estrema parsimonia ed il numero massimo di Cavalieri (inclusi i Principi Reali) non ha mai superato le 80 unità; la maggior parte dei Cavalieri sono membri di Case Reali, alti funzionari dell'Ordine Costantiniano o Grandi d'Italia. L'Infante Don Carlos, Duca di Calabria, e suo padre, hanno seguito l'esempio dei Sovrani del XIX secolo, i quali concedevano l'Ordine non solo ai capi delle altre Case Reali (o Sovrani regnanti), ma anche ai loro consiglieri più vicini, molti dei quali occupano anche alti uffici nell'Ordine Costantiniano.

I Cavalieri di San Gennaro portano l'insegna dell'Ordine appesa ad una fascia rossa larga dieci centimetri indossata sopra la spalla destra e ricadente verso il fianco sinistro. L'insegna è formata da una Croce ad 8 punte in oro, smaltata di bianco con raggi rosso e oro che si estendono lungo i bracci, quattro "fleur de lys" d'oro fra ogni braccio e l'immagine del Vescovo Martire San Gennaro in paramenti episcopali smaltati di rosso, bianco e blu su una nuvola d'oro che tiene nella mano sinistra i Vangeli aperti. Su questi sono poggiate due fiale del suo sangue. La Placca è composta da una croce d'argento ad otto punte, tra ogni braccio c'è un "fleur de lys" ed al centro la stessa immagine del Vescovo Martire riprodotta nell'insegna, ma con il motto (in oro su smalto blu), "In Sanguine Foedus", al posto delle nuvole d'oro .

Il Collare dell'Ordine (che, nonostante tutti i Cavalieri ne abbiano diritto, solo raramente è stato concesso), è composto da 18 maglie d'oro intervallate da otto "fleur de lys" d'oro, 2 placche smaltate di bianco rappresentanti la lettera C (per Carlo) caricate su due bandiere bianche incrociate smaltate di bianco (per i Borboni) su foglie smaltate di verde, 2 torri in oro caricate su 2 bandiere smaltate una di bianco ed una di rosso, 2 ornamenti composti dai Vangeli aperti in oro su cui poggiano due fiale del sangue del Martire in smalto rosso posizionati su fronde di palma smaltate di verde, 2 ornamenti composti da un bastone pastorale ed un calice con il Santissimo Sacramento incrociati, tutti in oro, e un ornamento (sul retro del Collare), composto da un leone passante coronato e armato montato su 2 bandiere incrociate smaltate una di rosso ed una di bianco. Al centro del Collare c'è una mitra vescovile smaltata di rosso su una croce ed un pastorale a cui è sospesa l'insegna dell'Ordine in oro e smalto.

Esiste anche una miniatura del collare composta da una coppia di ciascuna delle C, delle Torri e degli ornamenti con i Vangeli tra tre paia di "fleurs de lys", con la mitra e l'insegna appesa al centro. La miniatura della decorazione è composta dall'insegna e dalla mitra appesa ad un nastro rosso. La rosetta è rossa con l'insegna montata al centro. I funzionari dell'Ordine che non sono Cavalieri indossano le stesse decorazioni, ma senza il collare e con l'immagine del Vescovo Martire sulla Placca in argento e smaltata, anziché in oro. Alcune antiche Placche ed alcune Placche moderne presentano l'immagine del Santo in paramenti e mitra smaltati di giallo. Dal 24 marzo 1817, un regolamento dell'Ordine ha riconosciuto il titolo di Eccellenza e Don a tutti i membri. (V.B.)

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