GLI ORDINI EQUESTRI PONTIFICI AD UN SECOLO DALLA RIFORMA DI PIO X - Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - Delegazione della Tuscia e Sabina

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GLI ORDINI EQUESTRI PONTIFICI AD UN SECOLO DALLA RIFORMA DI PIO X

LA DELEGAZIONE

GLI ORDINI EQUESTRI PONTIFICI AD UN SECOLO DALLA RIFORMA DI PIO X - Roberto Saccarello - Ente Fiera di Vicenza - 2005


Il 7 febbraio 1905, con Breve "Multum ad Excitandos", Pio X procedeva ad una vasta riforma degli Ordini Equestri Pontifici completando, così, l'opera già iniziata dai predecessori Gregorio XVI e Pio IX riguardo alla Milizia Aurata, al San Gregorio Magno e al Piano. E' illuminante, per comprendere la portata della riforma piana, la definizione offerta nel proemio del documento dallo stesso Pontefice sulla finalità delle concessioni di decorazioni da parte della Santa Sede: "... I premi resi al valore assai valgono per rincuorare gli uomini a compiere egregie azioni, poiché mentre segnalano i personaggi benemeriti della Chiesa e della Società, altri sospingono a percorrere lo stesso arringo di lode e di onore. Per tale saggia accortezza i Pontefici Romani, nostri predecessori, volsero cure speciali agli Ordini Cavallereschi, quali altrettanti sproni alla gloria: e di essi alcuni fondarono, alcuni già fondati o portarono al lustro primitivo o crebbero di privilegi i più insigni...".

Con "saggia accortezza" Pio X si volse, in particolare, per riportarli al "lustro primitivo" e per accrescere i loro privilegi, all'Ordine del Cristo "che si fregia di quel Nome Santo al quale tutti debbono curvarsi a profonda riverenza" e all'Ordine della Milizia Aurata o dello Speron d'Oro che, per la sua intensa pietà mariana, fu posto sotto il "celeste patrocinio" della Vergine.

Dei criteri informatori di tale riforma si fa interprete il Cardinale Luigi Macchi, Segretario dei Brevi Apostolici e Gran Cancelliere degli ordini Equestri Pontifici, attraverso le disposizioni applicative del Breve pontificio "La Santità di Nostro Signore Papa Pio X, riflettendo che tutto quanto viene dalla Sede Apostolica vuoi ad educare gli uomini a virtù, vuoi a premiarli per le buone azioni, debba essere costantemente regolato da tale leggi per le quali sia ben provveduto al decoro della medesima Santa Sede e alla razionale convenienza delle concessioni, provvidamente volse l'attenzione agli Ordini Equestri...".

Oltre ai cinque Ordini di collazione diretta della Santa Sede, l'attenzione di Papa Sarto si volse anche all'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme di cui, con Breve "Quanta cura" del 3 maggio 1907, si dichiarò Gran Maestro. Tale carica, seppur insolita per un pontefice - non verrà infatti più ricoperta dai successori, a partire da Pio XI - contribuì a ridare lustro alla secolare Milizia gerosolimitana, ponendola definitivamente sotto la diretta protezione della Santa Sede.

La riorganizzazione delle Istituzioni cavalleresche pontificie si inserisce a pieno titolo nella azione riformatrice di Papa Sarto, il quale occupa un posto di rilievo tra i papi del secolo scorso per la linea di rinnovamento che impresse alla Chiesa in ogni campo.

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