REAL ORDINE DI SAN FERDINANDO E DEL MERITO - Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - Delegazione della Tuscia e Sabina

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REAL ORDINE DI SAN FERDINANDO E DEL MERITO

ORDINI DINASTICI E STATUALI


Ferdinando IV e III (poi I) delle Due Sicilie aveva ereditato il Trono da bambino e, quale primo Re ad essere nato ed istruito nel regno dopo molti secoli, sarebbe diventato straordinariamente popolare tra la gente comune, che lo chiamava Re Lazzarone e, a causa del suo naso insolitamente grande, Re Nasone. Noto per i suoi modi un po' grossolani, era indolente, tollerante e di facile eloquio, tutti atteggiamenti calcolati per ingraziarsi la popolazione, anche se, talvolta, gli alienavano la nobiltà ed i visitatori stranieri. Costretto a ritirarsi in Sicilia durante il breve periodo della Repubblica Partenopea, il Re si rese conto che, con il crescente coinvolgimento di potenze straniere negli affari interni del suo Regno, l'Ordine di San Gennaro non era un adeguato compenso per alcuni di coloro che avevano ben servito la sua Corona. Immediatamente dopo il suo ritorno a Napoli, con un Decreto datato 1° aprile 1800, decise di istituire il Real Ordine di San Ferdinando e del Merito, alla memoria di Ferdinando il Grande, Re di Castiglia, suo antenato. I suoi fini vennero enunciati nel primo comma del decreto istitutivo: "per ricompensare coloro che hanno e che renderanno straordinari e importanti servigi e dato grande e straordinaria prova di lealtà e di attaccamento alla nostra regale persona ed alla monarchia".

Gli Statuti non imponevano alcuna restrizione riguardo la fede religiosa professata ed uno dei primi a ricevere la Gran Croce fu l'Ammiraglio britannico Orazio Nelson (a cui il Re concesse anche il Ducato di Bronte), che era protestante e quindi non ammissibile nell'Ordine di San Gennaro. Un altro dei primi destinatari fu il Primo Ministro britannico, Sir John Acton, che era già Cavaliere dell'Ordine di San Gennaro. Ai Cavalieri veniva concesso l'Ordine in qualità di "novizi" e, una volta che erano stati formalmente ricevuti dal Sovrano Gran Maestro, diventavano "professi". Gli Statuti prevedevano un'elaborata uniforme di colore bianco e oro con un copricapo dorato ornato da una coccarda bianca e tre lunghe piume colorate che, una volta che il cavaliere diveniva "professo", era impreziosita da un mantello blu scuro, un collare, un cinto d'oro ed una spada. L'Ordine era strutturato, inizialmente, in due classi: Gran Croce e Commendatore; la classe di Cavaliere (di Piccola Croce) venne istituita il 25 luglio 1810. Il numero delle Gran Croci era limitato a 24 (compresi i membri della Famiglia Reale); queste venivano concesse più raramente dell'Ordine di San Gennaro, ma erano di rango inferiore rispetto al più antico Ordine, i cui membri avevano tutti diritto al Collare. Con l'occupazione di Napoli del 1806, l'Ordine venne sospeso, ma continuò ad essere conferito dal Re durante l'esilio in Sicilia, dove servì quale principale istituzione premiale per la fedelissima nobiltà siciliana.

Con il suo paese in guerra, i primi destinatari furono prevalentemente i comandanti militari nazionali ed alleati. Come ricompensa militare, il comandante generale che otteneva una vittoria decisiva poteva richiedere la Gran Croce; i comandanti che avevano preso una città o una piazzaforte potevano richiedere la Croce di Commendatore. Le Gran Croci avevano il diritto al trattamento di Eccellenza ed il privilegio di rimanere a capo coperto in presenza del Re, con la precedenza di Ciambellani di servizio. Alla loro investitura, tutti i membri dovevano giurare fedeltà al Gran Maestro, sempre il Re, e dovevano essere fedeli alla Chiesa. I Cavalieri "professi", che dovevano fornire le prove di nobiltà, avevano il diritto ad una uniforme più lussuosa e decorata rispetto a quella [Gran Croce] dei Cavalieri "novizi". Oltre al Gran Maestro, l'Ordine aveva quattro Dignitari: il Gran Cancelliere, il Gran Maestro delle Cerimonie, il Gran Tesoriere ed il Segretario, che si distinguevano perché indossavano la Croce di Commendatore su uno stretto nastro con la Placca in argento.

La decorazione dell'Ordine, che aveva la stessa foggia per tutte le classi, ma diverse dimensioni, era identica alla Placca, ed era sormontata da una corona. Era composta da un tondo centrale smaltato con l'immagine di Re Ferdinando in piedi su un campo erboso, con il motto "FIDEI ET MERITO" in basso e circondato da sei raggi dorati alternati a sei "fleur de lis" smaltati di bianco; sul verso insisteva la scritta FERD. IV. INSTITUIT: ANNO 1800. Il nastro a cui la Croce era sospesa (sul petto per i Cavalieri, al collo per i Commendatori e sulla spalla destra per le Gran Croci), era blu scuro bordato di cremisi. I Cavalieri di Gran Croce avevano anche il diritto di indossare il Collare d'Oro dell'Ordine, composto da un'alternanza di torri, "fleurs de lis", un oggetto formato da una corona ed uno scettro e la lettera "F", questi ultimi montati su bandiere incrociate. Il 25 luglio 1810 furono aggiunte all'Ordine una Medaglia d'Oro e una d'Argento. Con Decreto del 9 maggio 1819 all'Ordine fu concessa la nuova Chiesa di San Francesco di Paola a Napoli.

Nonostante un Decreto di dubbia legittimità promulgato dal Re di Sardegna il 7 settembre 1860 dichiarasse che l'Ordine era stato abolito, sia Francesco II che il Conte di Caserta continuarono a conferirlo. Quest'ultimo lo concesse per l'ultima volta nel 1912. Il Conte di Caserta ricompensò solo tre cittadini italiani conferendogli due Gran Croci ed una Croce di Commendatore, ma spesso lo concesse ai membri della Famiglia Reale delle Due Sicilie o a quelli di altre famiglie reali. Il Gran Magistero non è mai stata abbandonato ed ogni successivo Capo della Real Casa ha mantenuto la prerogativa di conferire l'Ordine di San Ferdinando e del Merito. (V.B.)

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