REAL ORDINE MILITARE DI SAN GIORGIO DELLA RIUNIONE - Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - Delegazione della Tuscia e Sabina

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REAL ORDINE MILITARE DI SAN GIORGIO DELLA RIUNIONE

ORDINI DINASTICI E STATUALI


Il 24 febbraio 1808, Giuseppe Napoleone, ad imitazione della Legion d'Onore del fratello, aveva istituito l'Ordine delle Due Sicilie basato su in 3 classi: Dignitari (50); Uffiziali (100) e Cavalieri (600); quest'Ordine fu continuato da Gioacchino Murat, loro cognato, dopo che questi e sua moglie Caroline, nel 1808, divennero Re e Regina di Napoli. Alla restaurazione di Re Ferdinando IV e III , come Ferdinando I del Regno delle Due Sicilie, tutte le istituzioni della monarchia napoleonica, tra cui l'Ordine delle Due Sicilie, vennero sospese, tranne il codice civile napoleonico, che divenne la legge del nuovo regno riunito. Il 1° gennaio 1819, Ferdinando, con un Regio Decreto, per celebrare la riunione dei regni, sostituì l'Ordine napoleonico con l'Ordine di San Giorgio della Riunione, proclamandosi Gran Maestro e comandando che i membri dell'Ordine delle Due Sicilie sostituissero la loro decorazione con quella di San Giorgio della Riunione. Originariamente l'Ordine era diviso in 7 classi (Gran Collare, Gran Croce, Uffiziale, Cavaliere di Giustizia e Cavaliere di Grazia e due Medaglie, una d'Oro e una d'Argento), ma, il 28 settembre 1829, la prima classe fu abolita da una riforma degli Statuti. Le classi di Gran Croce, Uffiziale e Cavaliere di Giustizia erano riservate agli Ufficiali, e la Medaglia d'Oro ai soldati comuni, per il valore dimostrato in battaglia o come ricompensa per un servizio militare esemplare. La classe di Cavaliere di Grazia (per gli Ufficiali) e la Medaglia d'Argento (per i soldati), veniva comminata per premiare un servizio esemplare in guerra o dopo quarant'anni di servizio ed almeno due campagne. L'autorizzazione alla ricompensa veniva sancita da un comitato di esaminatori, il Capitolo, nominato dal Gran Maestro e composto da un presidente Gran Croce e da almeno dieci Uffiziali.

L'Ordine era governato da una Deputazione Magistrale composta dal Gran Maresciallo (presidente), due Gran Croci e due Uffiziali, due Cavalieri di Giustizia e due di Grazia, in qualità di segretari. In caso di questioni della massima importanza, il Gran Maestro poteva convocare il Gran Consiglio, composto di dieci Gran Croci e presieduto dal Gran Maresciallo o da una Gran Croce nominata dal Re. Per collegare l'Ordine con l'antico Ordine Costantiniano, la decorazione ricalcava la Croce Costantiniana, con al centro un tondo recante l'immagine di San Giorgio che uccide il drago circondato dal motto IN HOC SIGNO VINCES e dalla parola VIRTUTE. La Croce era attraversata da due spade ed i suoi bracci erano collegati da una corona d'alloro. Il nastro era dello stesso colore di quello dell'Ordine Costantiniano, ma con una sottile striscia gialla sul bordo. La decorazione di Gran Croce, con un San Giorgio che uccide il drago in oro sospeso alla base della croce, veniva portata al collo con la stessa croce montata su una Placca. La Croce di Uffiziale, identica alla Gran Croce, ma senza il pendente di San Giorgio, veniva ugualmente portata al collo, accompagnata da una Placca meno elaborata. La Croce di Cavaliere (sia di Giustizia che di Grazia) era più piccola; a quella di Grazia mancava la corona d'alloro.

Nonostante un decreto del Re di Sardegna datato 7 settembre 1860 inteso a dichiarare l'abolizione degli Ordini al Merito delle Due Sicilie, sia Re Francesco II (che lo utilizzò ampiamente a Gaeta) che il Conte di Caserta continuarono a concedere l'Ordine di San Giorgio della Riunione. Quest'ultimo lo concesse per l'ultima volta nel 1909. L'erede al Trono delle Due Sicilie o al rango di Capo della Real Casa, deteneva il titolo di "Gran Contestabile" dell'Ordine ed i successivi Capi della Real Casa hanno sempre mantenuto il loro diritto al Gran Magistero. Le decorazioni dell 'Ordine di San Giorgio della Riunione non possono essere indossate insieme a quelle dell'Ordine Costantiniano. (V.B.)

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