RICCARDO I D'INGHILTERRA - Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - Delegazione della Tuscia e Sabina

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RICCARDO I D'INGHILTERRA

DOCUMENTI

RICCARDO I D'INGHILTERRA


Riccardo I d'Inghilterra, noto anche con il nome di Riccardo Cuor di Leone (Oxford, 8 settembre 1157 – Châlus, 6 aprile 1199), fu Re d'Inghilterra, Duca di Normandia, Conte del Maine, d'Angiò e di Turenna, Duca d'Aquitania e Guascogna e Conte di Poitiers. Le antiche cronache lo descrivono come uomo affascinante, dai capelli tra il rosso ed il biondo, dagli occhi lucenti, la carnagione pallida, di statura sopra la media.

Terzo dei cinque figli maschi di Enrico II d'Inghilterra, e della duchessa Eleonora d'Aquitania, fu il favorito della madre che, dopo la separazione dal Re seguì in Francia. Qui, nel 1168, venne investito del Ducato di Aquitania e, nel 1172, della Contea di Poitiers. Nonostante gli approfonditi studi letterari, fin da giovane mostrò abilità militari e politiche, diventando famoso per la sua cavalleria e il coraggio.

Nel 1170, quando il padre era ancora in vita, il quindicenne Enrico il Giovane, suo fratello maggiore, venne incoronato re congiunto d'Inghilterra, con il nome di Enrico III. Quest'ultimo, tuttavia, era debole di carattere e, nel 1173, su consiglio di alcuni nemici del padre, tra cui il re di Francia Luigi VII, si recò a Parigi per dare inizio ad una ribellione alla quale avrebbero partecipato anche i fratelli Riccardo e Goffredo che vivevano presso la madre alla corte di Poitiers. Eleonora spinse i propri vassalli Aquitani e Guasconi ad unirsi ai figli che godettero anche dell'appoggio di re Guglielmo I di Scozia.

La ribellione, iniziata in Normandia, dopo un iniziale successo fu bloccata dalla reazione di Enrico II che occupò la Bretagna, quindi, nell'estate del 1174, si spostò in Inghilterra, ma anche qui non ebbe successo. La ribellione era finita. Enrico il Giovane ricevette una rendita adeguata dal padre, ma, pur mantenendo i titoli, dovette rinunciare a partecipare al governo del Regno e dei Feudi francesi. Riccardo fu l'ultimo tra i suoi fratelli ad arrendersi al padre.

Dopo aver compiuto un nuovo Giuramento al padre, Riccardo e Goffredo furono inviati nei rispettivi feudi d'Aquitania e  di Bretagna. Solo la madre, Eleonora d'Aquitania, che nel 1173 era stata catturata dalle truppe realiste mentre cercava di raggiungere Parigi, dopo aver passato l'anno di guerra prigioniera a Rouen, pagò per la rivolta: fu rinchiusa per circa quindici anni, prima nel castello di Winchester e poi in quello di Sarum.

Dopo il fallimento della rivolta contro il padre, tra il 1178 e il 1179, Riccardo si concentrò nel domare le rivolte nei suoi territori, provocate dai nobili insoddisfatti dell'Aquitania e soprattutto della Guascogna. Tali rivolte furono domate con durezza estrema. Successivamente, nel 1181-1182 Riccardo dovette fronteggiare una rivolta per la successione alla Contea di Angoulême. I suoi nemici chiesero aiuto al nuovo re francese Filippo II Augusto, mentre Riccardo, nuovamente accusato di numerosi atti di crudeltà, ricevette l'aiuto di suo padre e suo fratello maggiore, con i quali sconfisse facilmente Aimaro V di Limoges ed il Conte Elie di Perigord.

Dopo aver sconfitto i baroni ribelli, le attenzioni di Riccardo si rivolsero alla corona inglese. Tra il 1180 e il 1183 le tensioni tra Enrico e Riccardo aumentarono fino a sfociare in uno scontro aperto che avrebbe sconvolto l'Aquitania per circa un anno. Il Re di Francia, Filippo II Augusto, il Duca di Borgogna, Ugo III, ed il Conte di Tolosa, Raimondo V, si schierarono con Enrico il Giovane, mentre con Riccardo si schierarono il fratello Goffredo ed il Re d'Aragona, Alfonso II il Casto.

La guerra terminò solo con la morte di Enrico il Giovane, che lasciava Riccardo come figlio maggiore e quindi erede al trono di Enrico II. Tuttavia, Riccardo dovette continuare ancora la lotta contro suo padre e, nel 1187, per rafforzare la propria posizione, Riccardo si alleò con lo stesso Filippo II. Lo stesso anno, dopo la notizia della sconfitta di Hattin, Riccardo, come molti altri nobili francesi, prese la croce a Tours con il progetto di partire al più presto per la Crociata in Terra Santa

Nel 1188, Riccardo e il padre, Enrico II, si trovarono alleati contro Filippo II, ma poco dopo il loro rapporto si guastò nuovamente ed Enrico progettò di dare l'Aquitania a suo figlio minore Giovanni e di nominarlo erede al trono. Allora, Riccardo e Filippo II organizzarono una spedizione contro Enrico II. Il 4 luglio 1189 i soldati dei due alleati sconfissero l'esercito di Enrico II a Ballans. Enrico II accettò come erede Riccardo e due giorni dopo morì. Il 20 luglio 1189 Riccardo fu incoronato Duca, e il 3 settembre, a Westminster, Re.

Riccardo, che era vissuto quasi sempre in Francia, fece un giro per conoscere meglio il regno d'Inghilterra, preannunciando che il suo primo obiettivo era la Crociata; uno dei suoi primi atti fu di donare la contea di Mortain, in Normandia, e vaste tenute inglesi al fratello Giovanni. Conferì l'incarico di Cancelliere e di Gran Giustiziere a Guglielmo di Longchamp e partì per la Terra Santa, per prendere parte alla Terza Crociata.

Nel 1190, sulla via per la Terra Santa, Riccardo Cuor di Leone giunse in Sicilia, dove chiese al nuovo Re, Tancredi, la liberazione della sorella Giovanna, vedova da circa un anno del precedente Re di Sicilia Guglielmo II il Buono, e la restituzione di tutta la dote. Tancredi liberò Giovanna, ma restituì solo una parte della dote, per cui Riccardo, per rappresaglia, occupò Messina. Tancredi, pur presentandosi con le sue truppe, consegnò a Giovanna il resto della dote e, in cambio dell'alleanza, di Riccardo, lo indennizzò con 20.000 once d'oro.

Nel marzo 1191 giunse in Sicilia anche Berengaria di Navarra (promessa sposa di Riccardo), che si prese cura di Giovanna. Ad aprile si imbarcarono tutti per la Terra Santa, ma una tempesta divise le navi: mentre Riccardo riparava a Creta, i marosi spinsero Giovanna e Berengaria verso Cipro, dove esse furono catturate dal despota Isacco Comneno, che si era reso indipendente dall'Imperatore di Costantinopoli. Riccardo, dopo aver catturato Isacco ed averlo relegato in una segreta, liberò la sorella e la fidanzata e poi insieme, dopo aver consegnato l'isola ai templari raggiunsero, l'8 giugno, Acri, che poco dopo il suo arrivo (12 giugno) sarebbe stata riconquistata.

Una volta in Terra Santa, i contrasti tra Riccardo e Filippo II si acuirono finché, con una scusa, Filippo fece rientro in patria. Riccardo rimasto comandante unico riconquistò Giaffa e poi Ascalona e riportò diverse vittorie ma non riuscì a conquistare Gerusalemme. Alla fine, dopo un'altra vittoria davanti a Giaffa, Riccardo convinse il Saladino ad una tregua di tre anni, con libero accesso alla Città Santa. Dopo aver stipulato tale tregua Riccardo decise, nell'ottobre del 1192, di rientrare in Europa. Durante il viaggio di ritorno, pur essendo in vesti di pellegrino, Riccardo fu riconosciuto e catturato dal Duca d'Austria, Leopoldo V, che lo riteneva responsabile della morte di Corrado del Monferrato e, inoltre, si riteneva offeso per una ingiuria ricevuta da Riccardo durante la crociata.

Riccardo aveva deciso di rientrare in Inghilterra alla fine del 1192 perché raggiunto dalla notizia che la discordia sorta tra suo fratello Giovanni ed il Cancelliere, Guglielmo di Longchamp, aveva portato alla destituzione di quest'ultimo. Tuttavia, dopo la sua cattura ad opera di Leopoldo V, Giovanni aveva cercato di farsi eleggere Re, diffondendo la notizia della morte di Riccardo. Ma quando Hubert Walter, arcivescovo di Salisbury, portò la notizia che Riccardo era vivo, la posizione di Giovanni si fece delicata: diversi funzionari iniziarono a recarsi in Germania per ricevere ordini direttamente da Riccardo e i baroni normanni non vollero più avere a che fare con Giovanni, che, prima del rilascio di Riccardo, si rifugiò alla corte di Francia. Liberato nel 1194 dietro il pagamento di un enorme riscatto, al suo arrivo in Inghilterra, il Re trovò la situazione sotto il controllo di Hubert Walter, che venne nominato Cancelliere e Gran Giustiziere.

Alla fine del 1194, durante un viaggio in Normandia, Riccardo si accorse che Filippo II Augusto, approfittando della sua assenza, aveva cercato di sottrargli diversi feudi. Reagì immediatamente e in poco più di un anno, con l'accordo di Louviers del 1196, riuscì a riprendersi tutti i suoi territori mentre con il successivo matrimonio della sorella Giovanna con Raimondo VI di Tolosa rafforzò la propria posizione nel sud della Francia.

Tomba di Riccardo I nell'Abbazia di FontevraultNel 1198 Riccardo sconfisse facilmente Filippo II e, all'inizio del 1199, concordò una tregua di cinque anni. Pochi mesi dopo, però, il 6 aprile 1199, Riccardo moriva in seguito ad una ferita riportata durante l'assedio del castello di un vassallo ribelle a Châlus. Il cervello di Riccardo fu sepolto nell'abbazia di Charroux nel Poitou, il suo cuore fu sepolto a Rouen in Normandia, mentre il resto del suo corpo fu inumato ai piedi di suo padre, nell'Abbazia di Fontevrault, in Angiò.

Il suo erede era il nipote, figlio di suo fratello Goffredo, il Duca di Bretagna, Arturo I, che ottenne solo l'Angiò, mentre il fratello Giovanni gli subentrò come Re d'Inghilterra, Duca di Normandia, Conte del Maine e Duca d'Aquitania e di Guascogna.

In lui, appassionato di cultura occitanica e trovatore, i contemporanei videro un esempio di cavaliere perfetto. E "perfetta", secondo i codici della cavalleria, fu la sua morte.

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