SOLENNE PONTIFICALE DI SAN GIORGIO 2012 - Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - Delegazione della Tuscia e Sabina

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SOLENNE PONTIFICALE DI SAN GIORGIO 2012

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Sabato 21 aprile, la Delegazione della Tuscia e Sabina  ha presenziato in forma ufficiale alla tradizionale solenne celebrazione del Pontificale di San Giorgio presso la Basilica di Santa Croce al Flaminio in Roma.

Per ricordare il nostro Martire, Padre Rocco Ronzani O.S.A. ha voluto indirizzarci l'omelia a suo tempo tenuta da San Pier Damiani:

"La festa odierna, o carissimi, raddoppia la letizia della  gloria pasquale e, come gemma preziosa, fa risplendere con la bellezza del suo splendore, l’oro in cui è incastonata. Egli passò evidentemente dall’uno all’altro servizio militare. Cambiò l’ufficio di tribuno con la milizia cristiana. Nei nuovi ranghi si comportò come valoroso soldato. Distribuendo tutto ai poveri si liberò prima di tutto del peso dei beni terreni, e così libero e sciolto e ricoperto della corazza della fede si gettò come ardimento guerriero di Cristo nel bel mezzo della mischia. Con queste parole siamo edotti che non possono combattere fortemente e convenientemente coloro che temono ancora di spogliarsi dei beni della terra. Invece san Giorgio, acceso dal fuoco dello Spirito Santo e invincibilmente premunito del vessillo della croce, combatté contro il re dell’iniquità. Vinse il capo  di tutti i malvagi nei suoi satelliti, ed infuse coraggio e valore nel cuore dei soldati di Cristo. Alla battaglia era presente, anche se invisibile, il generale supremo. E’ lui, del resto, che per il suo piano particolare permette di infierire alla banda degli empi. E se consegnò nelle mani dei carnefici il suo martire, tuttavia ne custodì, difese e protesse validamente l’anima che si appoggiava sulla rocca inespugnabile della fede.

Carissimi fratelli, non ammiriamo soltanto questo combattente della milizia celeste, ma imitiamolo anche. Eleviamo il nostro spirito al premio della gloria celeste. Fissi ad esso nella contemplazione nulla potrà farci deviare né il sorriso allettante delle persecuzioni, nè il fremere minaccioso delle persecuzioni. Secondo il comando di Paolo purifichiamoci nel corpo e nello spirito. Un giorno così potremo entrare nel tempio della felicità, che ora contempliamo solo con lo sguardo della mente. Inoltre chiunque cerca di consacrare se stesso a Dio nella tenda di Cristo che è la Chiesa, dopo che è stato lavato al fonte battesimale, deve indossare le vesti della virtù, come sta scritto: «I tuoi sacerdoti si vestano di giustizia».

Colui che nasce uomo nuovo in Cristo nel battesimo, non indossi più la divisa della mortalità, ma deponga l’uomo vecchio, si rivesta del nuovo e viva in esso, tenendo un nuovo stile di condotta pura e santa. Soltanto così, cioè se purificati dallo squallore dell’antico peccato e fulgenti nello splendore della nuova esistenza, potremo celebrare degnamente il mistero pasquale ed imiteremo veramente l’esempio dei martiri."


(foto)

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